Transact Lat
Transact Lat
MAL DI SCHIENA:
CAUSE E TIPOLOGIE
icona
Mal di Schiena
MAL DI SCHIENA:
COME PREVENIRLO
icona
Mal di Schiena
MAL DI SCHIENA:
Fai il nostro quiz
icona
Mal di Schiena

COS'È IL MAL DI SCHIENA

Con il termine “mal di schiena” si indica un disturbo generico muscolo-scheletrico caratterizzato da dolore intenso che può interessare la regione cervicale, dorsale o, nel 90% dei casi, lombare (in questo caso si definisce lombalgia).

Il mal di schiena interessa, nel paesi occidentali, fino all’80% della popolazione almeno una volta nella vita, e diventa cronico nel 5-10% dei casi. In Italia il 5,91% della popolazione è affetto da lombalgia cronica.

L’origine del mal di schiena è molteplice: nella maggior parte dei casi è dovuto a traumi lievi a carico dei muscoli connessi alla spina dorsale: stiramenti o contratture muscolari dovuti a movimenti improvvisi “a freddo”, movimenti inconsueti, sollevamento di pesi eccessivi o con una modalità scorretta, ma anche microtraumi ripetuti dovuti a un’attività fisica troppo intensa. Altre problematiche muscolari all’origine del mal di schiena possono derivare da posture scorrette, sovrappeso e stile di vita sedentario.

Ulteriori cause di mal di schiena possono essere problemi articolari (come l'artrosi) a livello della colonna vertebrale, malocclusioni dentali ma anche fattori psicologici come ansia, stress e depressione. Tutti questi fattori possono contribuire a una maggiore incidenza di mal di schiena, specialmente al cosiddetto mal di schiena occupazionale dovuto alla tipologia di impiego.

Le varie tipologie di mal di schiena

icona-mal-di-schiena
IL MAL DI SCHIENA
AL FEMMINILE
icona-mal-di-schiena
IL MAL DI SCHIENA
OCCUPAZIONALE
icona-mal-di-schiena
IL MAL DI SCHIENA
NELLO SPORT
icona-mal-di-schiena
IL MAL DI SCHIENA
NEGLI OVER 60

Il mal di schiena, e in particolare la lombalgia, è un problema comune per la popolazione generale ma soprattutto per le donne.

Tacchi alti, posture non sempre corrette, movimenti bruschi, sedentarietà sono le cause principali del mal di schiena al femminile.

Un altro fattore che predispone alla lombalgia è la gravidanza (chiedi consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale), soprattutto a partire dal quinto/settimo mese, a causa dei cambiamenti meccanici, posturali e ormonali che incidono sui legamenti pelvici e sulla distribuzione del peso.

mal-di-schiena-femminile

Il mal di schiena, e in particolare la lombalgia, è un problema comune per la popolazione generale ma soprattutto per le donne.

Tacchi alti, posture non sempre corrette, movimenti bruschi, sedentarietà sono le cause principali del mal di schiena al femminile.

Un altro fattore che predispone alla lombalgia è la gravidanza (chiedi consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale), soprattutto a partire dal quinto/settimo mese, a causa dei cambiamenti meccanici, posturali e ormonali che incidono sui legamenti pelvici e sulla distribuzione del peso.

Per preservare la salute della schiena è opportuno rispettare alcune semplici accorgimenti:

  • Mantenere uno stile di vita attivo, praticando un’attività fisica moderata e regolare è la prevenzione più efficace contro il mal di schiena
  • Quando si portano pesi è importante bilanciarli bene su entrambe le braccia mentre quando si raccolgono oggetti da terra occorre abbassarsi e alzarsi flettendo le ginocchia.
  • Se si fa un lavoro che implica stare seduti alla scrivania, è necessario alzarsi di tanto in tanto e camminare un po’. Anche la postura è importante: mantenere la schiena dritta, le gambe parallele al suolo e le ginocchia piegate ad angolo retto, tenendo il pc ad altezza occhi.
  • Evitare tacchi troppo alti o troppo bassi: è preferibile indossare scarpe con tacchi di 3 o 4 cm al massimo.

Il mal di schiena occupazionale, cioè dovuto al tipo di lavoro svolto, è un problema ancora poco discusso ma che sembra interessare sempre più lavoratori occidentali. Questo tipo di disturbo è più frequentemente associato a lavori manuali legati al settore dell’edilizia e manifatturiero. In generale, i fattori di rischio associati al mal di schiena occupazionale sono piegamenti prolungati e ripetuti, rotazioni del corpo, sollevamento di pesi, guida, esposizione del corpo a vibrazioni. Sempre più evidenze suggeriscono inoltre l’importanza di alcuni fattori psico-sociali, come monotonia del lavoro, percezione di eccessivi carichi di lavoro, tempistiche stringenti, mancanza di potere decisionale e insoddisfazione.

mal-di-schiena-occupazionale

Il mal di schiena occupazionale, cioè dovuto al tipo di lavoro svolto, è un problema ancora poco discusso ma che sembra interessare sempre più lavoratori occidentali. Questo tipo di disturbo è più frequentemente associato a lavori manuali legati al settore dell’edilizia e manifatturiero. In generale, i fattori di rischio associati al mal di schiena occupazionale sono piegamenti prolungati e ripetuti, rotazioni del corpo, sollevamento di pesi, guida, esposizione del corpo a vibrazioni. Sempre più evidenze suggeriscono inoltre l’importanza di alcuni fattori psico-sociali, come monotonia del lavoro, percezione di eccessivi carichi di lavoro, tempistiche stringenti, mancanza di potere decisionale e insoddisfazione.

Come prevenire il mal di schiena occupazionale?

Prima dell’insorgenza del mal di schiena, è importante assumere accorgimenti appropriati: mentre alcune misure sono strettamente legate alla specifica mansione (ad es. utilizzo di una corretta tecnica di sollevamento dei pesi nel caso sia richiesto questo tipo di sforzo), altre sono più generiche, come la riduzione dello sforzo fisico richiesto al lavoratore grazie all’ausilio di appositi strumenti (ad es. sollevatori meccanici). Per quanto riguarda i lavori d’ufficio, è importante progettare un ambiente ergonomico, con strutture e attrezzature che favoriscano l’assunzione di posture corrette da parte dei lavoratori (sedie, monitor, tastiere ecc.).

E se la prevenzione non basta?

In caso di mal di schiena occupazionale, è bene sapere che il riposo prolungato (oltre i 2 giorni per i casi gravi) e un’assenza dal lavoro protratta non fanno altro che favorire le recidive. In particolare, in fase post-acuta (4-12 settimane dall’insorgenza dei sintomi), è preferibile piuttosto dedicarsi all’attività fisica anche moderatamente intensa (45 minuti di camminata o nuoto, 3-4 volte a settimana) per favorire la sintomatologia e una pronta ripresa delle normali attività lavorative.

Per chi pratica molto sport, a livello agonistico o dilettantistico, soffrire di mal di schiena può limitare le performance sportive (soprattutto negli sport che richiedono resistenza) e generare ansia legata alla contrapposizione tra paura del dolore e frustrazione per risultati non all’altezza delle proprie aspettative e potenzialità.

Questo disturbo può generare apprensione anche in relazione al futuro delle proprie attività sportive: il mal di schiena è infatti una della ragioni più comuni di abbandono della carriera e di disabilità cronica, per gli atleti professionisti.

mal-di-schiena-nello-sport

Per chi pratica molto sport, a livello agonistico o dilettantistico, soffrire di mal di schiena può limitare le performance sportive (soprattutto negli sport che richiedono resistenza) e generare ansia legata alla contrapposizione tra paura del dolore e frustrazione per risultati non all’altezza delle proprie aspettative e potenzialità.

Questo disturbo può generare apprensione anche in relazione al futuro delle proprie attività sportive: il mal di schiena è infatti una della ragioni più comuni di abbandono della carriera e di disabilità cronica, per gli atleti professionisti.

In generale, per chi pratica molto sport l’incidenza del mal di schiena è legata ad alcuni fattori di rischio, come il tipo di sport praticato e la frequenza di allenamento. Ad esempio, alcuni articoli scientifici identificano come sport maggiormente associati a episodi di mal di schiena il wrestling, il calcio, il sollevamento pesi, lo sci e la ginnastica artistica.

Dato che l’attività fisica troppo intensa o scorretta è dannosa per la schiena tanto quanto uno stile di vita troppo sedentario, è importante tener conto di alcuni aspetti nella scelta e nella gestione della propria attività sportiva:

  • La frequenza e l’intensità di allenamento vanno adattate alla propria forma fisica: per cominciare, meglio accontentarsi di prestazioni limitate, aumentando gradualmente nel tempo gli sforzi;
  • Anche il tipo di sport deve essere adeguato: meglio evitare sport che richiedano scatti improvvisi, torsioni e cambi repentini di direzione (ad es. basket e pallavolo); bene invece gli allenamenti che lavorano su flessibilità e rafforzamento muscolare (ad es. pilates e yoga);
  • L’abbigliamento deve essere comodo e soprattutto è importante scegliere bene le scarpe;
  • Riscaldarsi prima dell’attività sportiva vera e propria riduce il rischio di traumi;
  • Un’attività sportiva costante, se svolta in maniera corretta e rispettosa delle proprie capacità, è addirittura un’ottima prevenzione del mal di schiena: meglio quindi scegliere uno sport che piace e ascoltare il proprio corpo per tarare l’attività sui suoi bisogni.

Il mal di schiena è un disturbo particolarmente importante e frequente nelle persone oltre i 60 anni: secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, una delle condizioni più disabilitanti della terza età è la presenza di problemi muscolo-scheletrici, di cui il mal di schiena è il maggior rappresentante. Il mal di schiena è inoltre il malessere più frequentemente lamentato dagli over 60 e il motivo principale delle visite dal medico di base.

mal-di-schiena-over60

Per quanto riguarda tale popolazione, il mal di schiena si manifesta più frequentemente nelle donne, nelle persone in sovrappeso e con sintomi depressivi. Altri fattori predisponenti sembrano essere debolezza ossea e/o muscolare, artrite, ipertensione e presenza contemporanea di almeno due problemi cronici (multimorbidità). In particolare, la multimorbidità, abbastanza tipica nella terza età, predispone ad una maggiore vulnerabilità fisica, emotiva, psicologica e sociale: in questo contesto, il fatto che il mal di schiena sia spesso associato a limitazioni funzionali e della mobilità può aggravare in maniera significativa non solo il quadro clinico ma anche la qualità della vita. Il mal di schiena ha infatti importanti conseguenze sulla normale conduzione delle attività quotidiane e sull’autosufficienza: la frustrazione che deriva da una maggior necessità di assistenza e dall’impossibilità di svolgere attività piacevoli e di interesse può avere un forte impatto sul piano psicosociale (depressione, isolamento sociale).

Per questi motivi, un buon approccio terapeutico al mal di schiena nella terza età non solo dovrebbe includere trattamenti farmacologici, fisioterapici e un programma di attività fisica mirata, ma dovrebbe anche tener conto degli aspetti emotivi di questo disturbo, valutando caso per caso l’eventuale possibilità di affiancamento di un supporto psicologico o sociale.

È un medicinale a base di flurbiprofene che può avere effetti indesiderati anche gravi. Leggere attentamente il foglio illustrativo. Autorizzazione del 18/09/2018.

 

Recordati S.p.A. - Partita Iva: 00748210150 - Condizioni di utilizzo